Vie aeree – Pianificare per il disastro: la chiave del successo

La gestione delle vie aeree è pericolosa. Questo è particolarmente vero per la gestione delle stesse in Emergenza o in Terapia Intensiva. Il nostro ambiente non è spesso controllato e i nostri pazienti sono spesso compromessi sia per l’aspetto emodinamico che respiratorio, la qualcosa aumenta i rischi per intubare. Inoltre, sebbene esistano molte attrezzature per aiutare a predire una via aerea difficoltosa, nessuna è perfetta e per questo motivo una via aerea problematica può presentarsi senza preavviso. Per questi motivi dobbiamo affrontare ogni via aerea come potenzialmente difficile e articolare un piano chiaro per intubazione fallita e mancata ossigenazione (“can’t intubate – cant oxygenate”).

Mancare di pianificare per fallimento e ripetuti tentativi di laringoscopie nonostante gli insuccessi è stato identificato come un errore comune e a volte letale dal “4th National Audit Project” del Royal College of Anaesthetists e la società per le vie aeree difficili (NAP4). NAP4 comprende le complicazioni più importanti della gestione delle vie aeree in > 3 milioni di pazienti nel Regno Unito. Il link è per il documento riassuntivo che consiste solo di 3 pagine, è un documento, da leggere. Il rapporto completo è di 200 pagine ed è solo per coloro veramente zelanti!

Nel post precedente ho discusso l’importanza della prontezza cognitiva per tutti i membri del team. In questo post vorrei introdurre un attrezzo cognitivo per la gestione delle vie aeree che aiuta tutti i membri del team a condividere un modello mentale in caso di difficoltà nella gestione delle vie aeree. Il nostro fine non è la plastica nella trachea. Il nostro obiettivo è la conservazione dell’ossigenazione e dello stato emodinamico con qualsiasi mezzo.

Il Vortex è un aiuto cognitivo importante per la gestione delle vie aeree. Il suo obiettivo è di formare lo staff per la gestione di vie aeree inaspettatamente difficili usando uno schema unico, semplice e universalmente applicabile che viene insegnato a tutto lo staff che dovrebbe essere coinvolto nella gestione della crisi (medico, infermieristico, ecc).

Se il team pianifica le difficoltà prima di ogni intubazione è più probabile che riusciranno a rispondere nel modo appropriato quando una sorgerà una reale difficoltà.

  1. PREPARARSI PER IL FALLIMENTO
    • siate pronti per cricotiroidotomia ad OGNI intubazione
  2. Non più di 3 tentativi per ogni tecnica non chirurgica delle vie aeree
  3. Ottimizzare fra ogni tentativo
    • Manipolazioni (testa / collo / laringe / device)
    • Aggiunte (cannula di Guedel/ cannula nasfaringea)
    • Dispositivi (Frova / mandrino / LMA / aspirazione)
  4. Comunicate con il team-Verbalizzate il piano A,B,&C

Questo video fornisce una breve introduzione all’approccio Vortex. Potete scaricare l’ebook completo e gratis per una discussione più dettagliata.

Il video delinea l’uso del Vortex in uno scenario simulato d’emergenza.

Il centro del Vortex è la via aerea chirurgica d’emergenza (ESA) o cricotiroidotomia. Questo approccio richiede una preparazione per ESA ad ogni intubazione. Questo tiene conto dei risultati del NAP4 secondo il quale la via aerea chirurgica era spesso eseguita in ritardo o affatto. Un altro fatto fondamentale evidenziato da NAP 4 e che la cricotiroidotomia con ago canulla NON FUNZIONA in 60% dei casi. Perciò io uso e suggerisco la cricotiroidotomia cirurgica, che discuteremo in un altro post.

Nicholas Chrims, creatore dell’approccio Vortex ha semplificato il concetto di Scott Weingart “Cric Con” in un tentativo di aiutare a superare gli ostacoli psicologici e pratici della decisione di ‘tagliare la gola’. Se la preparazione per iniziare ESA non è stata fatta prima della decisione di farla, i ritardi possono essere incredibilmente lunghi e possono esporre il paziente ad una ipossia critica. esa-status-624x468 l fallimento dichiarato di un tentativo ottimale per qualsiasi tecnica non chirurgica delle vie aeree (Tubo tracheale, LMA, AMBU) richiede un’incremento nella preparazione ESA del team. Fallimenti consecutivi di tentativi ottimali in tutte e tre le tecniche NSA metterà il team per la gestione delle vie aeree nello stato di ‘GO’ nel momento in cui entrano la fase ESA del Vortex, avendo già preparato le attrezzature necessarie durante la fase ‘READY’ e ‘SET.

Mi piace l’approccio Vortex per la sua semplicità ma richiede un certo grado di training per abituarsi ad esso. Comunque, malgrado decidiate di adottare l’approccio Vortex nella vostra pratica il messaggio chiave non può essere ignorato.

2 thoughts on “Vie aeree – Pianificare per il disastro: la chiave del successo

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>