Preparazione del paziente – Valutazione delle vie aeree

Lo scopo principale della valutazione del paziente è quello di identificare le sue caratteristiche anatomiche, fisiologiche e patologiche che potrebbero far deviare dalla strategia standard (RSI). Ciò richiede un passo al di là di una valutazione di base delle vie aeree per preparare un piano soddisfacente per questo paziente e con le risorse disponibili.

Sono sicuro che molte persone hanno visto gli acronimi per la valutazione delle vie aeree

LEMONS – laringoscopia difficile

MOANS – Ventilazione maschera difficile

SMART – Cricotiroidotomia difficile

RODS – Presidio supraglottici ( maschera laringea /tubo laringeo )

Se vi piacciono gli acronimi potete testare la vostra memoria cliccando sul link di Ron Walls Manual of emergency airway management .

Il mio problema è che ho difficoltà a ricordare il significato di ABC  per non parlare delle 19 lettere dei suddetti acronimi . Inoltre , LEMONS ha solo un valore predittivo positivo del 50% quindi :

Almeno la metà delle intubazioni difficili saranno imprevedibili ( Emerg Med 2005; 22:02 99-102 ) .

In una recente conferenza alla società per le vie aeree difficili il Dr Keith Greenland ha presentato una valutazione a ” 3 colonne” per la valutazione delle vie aeree difficili. Non so per voi ma per me è più facile ricordare le  “3 colonne” anzichè le lettere dei 19 acronimi. Anche se credo che bisognerebbe affrontare tutte le vie aeree in emergenza come potenzialmente difficili, il metodo del Dr. Greenland è utile per identificare i fattori anatomici che possono rendere la laringoscopia difficile. Ancora più importante, lui collega la valutazione della gestione indicando vantaggi e svantaggi dei vari dispositivi per particolari problemi .

Tuttavia, vi sono più problematiche nella gestione delle vie aeree difficili che la sola laringoscopia difficile . Nei post successivi ci occuperemo dei fattori fisiopatologici che contribuiscono alla difficoltà di gestire le vie aeree quali :

  • ipossia
  • ipotensione
  • trauma cranico
  • acidosi
  • emorragia del tratto gastrointestinale superiore

Un editoriale in Anaesthesia ( Anaesthesia , 2002 57 : 105-109 ) suggerisce che dobbiamo sfatare il mito secondo cui la valutazione ci aiuti ad identificare le difficoltà accuratamente. L’approccio più  sicuro è di prepararsi ogni volta al fallimento. Ricordate che nessuno è mai morto per mancanza di plastica nella trachea (intubazione fallita) ma è morto per la mancata ossigenazione.

Ecco il video di Dr Keith Greenland

 

 

 

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *